Storia


A partire dai primi anni del 1900, in Costa Azzurra inizia a svilupparsi il turismo invernale .Grazie al suo clima mite questa zona cominciò ad attirare ricche famiglie straniere,sopratutto Inglesi o Russe » che la trasformarono in una destinazione rinomata.


Saint-Jean-Cap-Ferrat, una destinazione privilegiata

La penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat è divenuta una capitale della villeggiatura a partire dalla fine del XIX secolo. All’inizio , terra arida e rocciosa , era costituita di piccole case di pescatori e agricoltori raggruppate intorno alla chiesa del porto costituendo una frazione del comune di Villefranche-sur –mer chiamata Saint-Jean.
Nel 1876, al centro di un parco alberato, la Compagnie Générale des Eaux creò un lago artificiale di 6800 m² che alimentava la Vésubie, abbellito da un isolotto e da una cascata. Grazie a quest'acqua la penisola si copri di una vegetazione più fitta e più diversificata. Da allora Cap Ferrat divenne un luogo escursionistico privilegiato per le famiglie nizzarde, che vi si recavano in carrozza per fare un pic nic sotto i pini e gli ulivi o pranzare in uno dei ristoranti sorti nelle vicinanze del porto.

L'indipendenza

Nel 1860 la Contea di Nizza, proprietà dei Savoia dal 1388, fu annessa alla Francia. Nel 1904 Saint Jean si separò da Villefranche-sur-Mer e divenne un comune a sé stante. Dapprima denominato Saint-Jean-sur-Mer, il comune prenderà il nome di Saint-Jean-Cap-Ferrat nel 1907.

Il turismo si sviluppa

A partire dai primi anni del Novecento, in Costa Azzurra inizia a svilupparsi il turismo invernale. Grazie al suo clima mite questa zona cominciò ad attrarre ricche famiglie straniere, soprattutto inglesi o russe, che la trasformarono in una destinazione rinomata. Saint-Jean-Cap-Ferrat diviene molto alla moda dopo l'arrivo del Re Léopold II e dell'aristocrazia belga. Vengono quindi edificate le prime grandi tenute. Nel 1904, all'imbocco della penisola viene costruito l'Hotel Bedford (attuale Hotel Royal-Riviera). La sua posizione geografica colloca questo luogo nel cuore della mondanità. Nel 1908, in uno scrigno verde sulla punta di Cap-Ferrat, viene costruito il Grand Hotel, destinato ad accogliere una clientela agiata e cosmopolita.
Negli anni Cinquanta il turismo diventa più estivo e Saint-Jean-Cap-Ferrat è una stazione balneare alla moda, che accoglie celebrità provenienti da tutto il mondo. In particolare possiamo citare Edith Piaf, Charlie Chaplin, Elisabeth Taylor e Richard Burton, Jean-Paul Belmondo, Roger Moore, Tony Curtis, David Niven, ma anche Romy Schneider che si sposò proprio qui nel 1966. C'erano anche uomini politici come il Generale de Gaulle, Valéry Giscard d’Estaing, Raymond Barre, Winston Churchill, Georges Bush, Bill Clinton e anche Boris Eltsin.

A saint-Jean-Cap-Ferrat soggiornarono anche celebri pittori

Henri Matisse fu ospitato più volte presso villa Natacha, di proprietà dell'editore d'arte Alec Tériade. Nella sala da pranzo della villa, il pittore realizzò una vetrata e una parete in ceramica. L'editore riceveva i diversi artisti con cui lavorava, e soprattutto Chagall e Picasso, o ancora il suo compatriota Odysséas Elýtis, premio Nobel della letteratura nel 1979.
Charlotte Salomon, artista ebrea di origine tedesca, soggiornò per due anni all’hotel Belle Aurore (oggi Hotel La Villa Cap Ferrat), dove dipinse la sua opera maestra "Vie ? ou Théâtre"*.
Ma l'artista che ha lasciato maggiormente il segno a Saint-Jean-Cap-Ferrat resta Jean Cocteau. Ospite regolare della villa "Santo Sospir", in cui decorò i muri con splendidi affreschi, realizzò anche l'affresco che orna la sala dei matrimoni del municipio. (Visibile previa richiesta alla reception del municipio).
Da allora teste coronate, artisti, politici e ricchi industriali continuano a essere sedotti dal fascino così particolare di questo luogo, in cui l'espressione "viviamo nascosti per vivere felici" acquista tutto il suo significato.

* Lo scrittore David Foenkinos ha dedicato il suo libro "Charlotte" (Premio Renaudot e premio Goncourt des Lycéens 2014) a questa talentuosa artista,scomparsa nel 1943 ad Auschwitz all'età di 26 anni e la cui opera è esposta al Museo Ebraico di Amsterdam.